I gioielli di ricerca di Pilgiò

Da anni ammiro e apprezzo  le opere di Antonio Piluso, Pilgiò.
Opere non creazioni, perché di opere d’arte si tratta.
Antonio Piluso, fiero artista calabrese, a Milano compie il suo tirocinio come orafo, ma non fa una gavetta qualunque come tutti, lui la fa nientemeno che da Faraone e ben presto la sua esuberanza e vena artistica sfociano nella necessità di avere un suo spazio  per esprimere con suoi gioielli unici, tutto ciò che non vuole dire a parole.

Il suo negozio nel cuore di Milano é atelier e laboratorio al tempo stesso, in silenzio ammiro ogni singolo pezzo esposto, Antonio comincia a raccontarmi come nascono i suoi gioielli e come nasce la sua passione per quel mestiere tanto particolare ed io sono affascinata dalle sue creazioni come un archeologo che ha appena trovato un reperto in uno scavo archeologico.

L’incontro tra sostanza e materia, tra passato e futuro, un passato che lo riporta ai ricordi del padre muratore e una certa familiarità con materiali di recupero e di riciclo lo portano a sperimentare nei suoi gioielli, l’utilizzo di materiali del tutto sconosciuti nell’ambito della gioielleria, oro, ferro, rame, bronzo, chiodi, mattoni, pinze, pietre di rara bellezza intrappolate in metalli preziosi e meno, prendono vita in altri contesti uscendo dagli schemi.( anche se io non sono tra quelle che considera il ferro un metallo poco prezioso).
I gioielli di Pilgiò sono un omaggio ai gioielli barbari e longobardi, con  influenze sempre diverse, oro muto, scorie, materiali di recupero, combinati e impreziositi da pietre private del classico castone e  intrappolate come in una amalgama.
Ore ed ore di lavoro per creare un singolo pezzo, ma il risultato é assolutamente spettacolare, sfumature e cromie diverse in ogni gioiello, dove ora viene esaltata una sfumatura arancio dovuta all’ossidazione o blu dovuta al metallo che raeagisce al fuoco creando effetti assolutamente unici, perché ogni  creazione é unica ed irripetibile.
Pilgiò conosce molto bene le tecniche di lavorazione del ferro, difficilissimo da lavorare  per poi renderlo gioiello, ma non si lascia scoraggiare dalle difficoltà e ben presto diventa famoso in tutto il mondo, dove le sue creazioni sono conosciute ed apprezzate.
Da sempre sostengo che un gioiello  debba emozionarmi per essere presente sul mio blog, io mi sono emozionata di fronte alle creazioni di Pilgiò, artista a 360° poco incline ad incontrare giornalisti  e persone che possono in qualche modo interferire con la sua creatività e con il suo amatissimo lavoro, dopo una prima diffidenza iniziale Antonio comincia a parlare con una passione contagiosa del suo lavoro e delle sue creazioni, anche se poco gli importa di ciò che possiamo pensare o dire, Antonio Piluso può permetterselo, le sue opere parlano per lui e questo é un  gesto di generosità di artista.

testo e contenuti
Maria Elena Capelli
Tuttepazzeperibijoux
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