Enrica Achilli Gioielli





C’erano una volta due amiche,

molto diverse tra loro ma accomunate da molti princìpi, sogni e ideali
c’erano…
Una bruna, l’altra bionda, la prima  riflessiva e tanto determinata, la seconda impulsiva e un po’ ribelle.
Condivisero tante esperienze e bei momenti,  la bruna scelse la strada della psicologia, la bionda scelse il mondo della finanza e dei numeri.

Il richiamo al bello, al prezioso e al mondo del gioiello era  sempre una costante nella loro vita, e sempre oggetto di belle giornate trascorse a condividere la  passione per i gioielli.
Con gli anni coronarono il loro sogno  più bello: l’amore e la maternità, ma mancava qualcosa: avevano forse lasciato delle pagine bianche da scrivere nel libro più importante della vita : la  biografia.
E così, la bruna  e la bionda decisero  di dare ascolto alla voce del cuore, ricominciando tutto a 40 anni.
La bruna decise di  frequentare il corso base per orafo  e di fusione a cera persa da un noto e affermato orafo, esperienza che le cambio’ la vita e che  le fece capire che  il suo talento doveva essere espresso attraverso creazioni contemporanee dai richiami passati.

La bionda decise di lasciare il mondo dei numeri e coniugare il suo amore per la scrittura e per il gioiello attraverso il suo diario sul web.

L’attenzione e la cura maniacale di Enrica si evincono dalla sue creazioni, dal raffinato e accurato packaging, che il piu’ delle volte  é talmente bello da non volerlo scartare, gioielli senza tempo ma contemporanei, grinta, estrosità, con un unico denominatore: un particolare buon gusto ereditato dalla madre, affascinante e carismatica signora.
Enrica ama sperimentare materiali come il bronzo, l’ottone, l’argento, donando alle sue creazioni quel graffio e  quella patina della non perfezione che tanto piace agli appassionati di gioielli  unici e di nicchia.
Enrica ama giocare con i contrasti, con le pietre semi preziose, é capace di aspettare settimane intere finché un pezzo non é assolutamente perfetto nella sua imperfezione, anche se le piace ricordare che la perfezione non è degli esseri umani.

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