L’arte del bijou italiano a Palazzo Reale

da sx il direttore di Palazzo Reale Domenico Peraina, l’assessore alla cultura Filippo del Corno e l’amministratore delegato di Fiera Milano Corrado Peraboni 

L’intervento della professoressa Alba Cappellieri curatrice della mostra

da sx io, Filomena Sannino, Cristian Preiata, Alba Cappellieri, Emanuela Nadin, Naiche Tolio

da sx Marta D’amico, Naiche Tolio, io, Simona Musazzi, Filomena Sannino

al centro l’exhibition manager di Homi Cristian Preiata con alcune delle bravissime organizzatrici e collaboratrici di Fiera Milano




Come in una favola moderna ieri ho salito le scale di Palazzo Reale
fino  alle Sale degli Arazzi per  assistere alla Presentazione in Anteprima della Mostra
L’arte del Bijou Italiano
a cura di Alba Cappellieri e Lino Raggio.
E  si sa, le favole moderne hanno diversi protagonisti, e il bijou  è protagonista  assoluto di questa storia d’amore che non solo io nutro per il gioiello e il bijou.
Una mostra che ripercorre il grande lavoro  dei bigioittieri milanesi che hanno fatto la storia del bijou dagli anni 50 ad oggi:
Bozart, Unger, Ornella Bijoux, Ottavio Re, Sharra Pagano.
A precedere la visita alla mostra, la conferenza stampa
con l’assessore alla cultura Filippo del Corno, Domenico Piraina Direttore di Palazzo Reale, e Corrado Peraboni Amministratore delegato di Fiera Milano, 
che hanno sottolineato l’importanza della sinergia tra  Fiera Milano e il Comune di Milano-Cultura, facendo entrare la settimana della moda a Palazzo Reale con il gioiello, la cultura sui cambiamenti della moda e dello stile che caratterizza HOMI approda a Palazzo Reale in un progetto molto ambizioso che ha coinvolto diversi professionisti, tra cui: 
Livia Tenuta, Francesca Tarchini, Marta D’Amico e  Emanuela Nadin.
 Bellissimo ed emozionante l’intervento di 
Alba Cappellieri
docente di design del gioiello al Polimi e Direttore del Museo del Gioiello di Vicenza ha sottolineato come 
il bijou dal 1950 in poi incontra il mercato internazionale e quei consumatori che apprezzano il made in Italy, che non è destinato al mercato italiano, ma bensì  al mercato internazionale, ponendosi come un  sistema, dal progetto alla  distribuzione, diventando  così baricentro creativo e produttivo.
La Mostra vuole essere un  omaggio alla capacità  milanese dei  grandi bigiottieri che hanno scritto la storia del bijou italiano.
Cinque  linguaggi diversi,  con un unico comune  denominatore, la virtù  italiana della varietà,  che ha saputo essere anche risorsa e linfa vitale per  produrre bellezza: 

il bijou.
La varietà nel giocare su scale diverse,  la capacità  di passare dal pezzo unico alla produzione seriale, con una flessibilità tipica  delle imprese familiari italiane.
Materiali innovativi ma di tradizione ed esaltazione del passato.
Storie  di persone e  di famiglie che hanno dedicato tutta la loro vita
al bijou, e con esso a scrivere pagine bellissime di questa favola moderna.
La mostra è stata bellissima, sono rimasta incantata e senza parole nel vedere quanta grazia e maestria, ma ve ne parlerò ancora in un post dedicato, soffermandomi sulle meravigliose creazioni di cui vi anticipo qualche scatto.
E’ tardi ormai, il tempo è volato nella bellissima cornice suggestiva di Palazzo Reale
scendo di corsa le scale, e nelle favole moderne non ci sono scarpette di cristallo che rompono l’incantesimo, ma
una telefonata che mi riporta alla realtà, una bella realtà 
di storia, di tradizione,  di gioielli e di  bijoux.
E il sogno continua.
Potete visitare la mostra
fino al 2 marzo 
a Palazzo Reale
Milano
La Mostra è  dedicata alla memoria di Gianfranco Signori, fondatore di Sharra Pagano venuto a mancare sabato 13 febbraio 2016.

tutti i diritti riservati
Tuttepazzeperibijoux
©copyright 2016
photocredits e video Tuttepazzeperibijoux

Comment 1