Arrivo trafelata e un po’ in ritardo all’appuntamento con Valentina Garavaglia, due chiacchiere con Roberta Tajani all’angolo che non vedevo da un po’ è la mia giustificazione; è una ventilata e soleggiata mattina primaverile durante la settimana del Fuorisalone, una Milano con il traffico in tilt ma animata in ogni angolo e quartiere che diventa quasi piacevole.
Valentina è sempre sorridente e particolarmente raggiante, è all’ottavo mese della sua seconda gravidanza, e mentre percorriamo i pochi passi che separano la strada dal laboratorio all’interno del cortile, mi soffermo ad ammirare il gelsomino che fa da cornice all’ingresso dello spazio Dag Gioielli.
Valentina è una “vecchia” conoscenza di Tuttepazzeperibijoux, ci siamo incontrate a Parigi The Box qualche anno fa, complice un coup de coeur di cui vi ho già parlato qui.
In laboratorio c’è anche la mamma di Valentina, Daniela Corbetta, che con un trascorso nel mondo dell’alta gioielleria e successivamente del bijou d’autore, dà vita nel 2013 insieme alla figlia, a
Dag Gioielli, evoluzione naturale del suo percorso e del suo talento, e Valentina?
Valentina è un’altra vittima del gioiello, perché dopo un trascorso come giornalista, decide di dar voce alla sua grande passione, ereditata e respirata in famiglia.
L’esperienza di decenni nel mondo dell‘alta gioielleria prende nuova vita in collezioni grintose e raffinate, colorate, con dettagli inaspettati di pietre dal taglio particolare e ricercato, la provenienza di Valentina dal fashion system e da Glamour portano la voglia di sperimentare nuovi materiali e nuove linee.
Presto Dag Gioielli si fa notare dalle gioiellerie che contano e dai concept più attenti alla ricerca.
Un mix vincente, il design curato e i materiali ricercati e piacevoli, nulla lasciato al caso come piace a me, la ciliegina sulla torta? I biglietti in seta e pizzo per una dedica ancora più speciale.
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