Se è vero che le cose belle capitano quando meno te le aspetti, è altrettanto vero per quelle brutte.
Un anno come il 2018 stento a ricordarlo, devo andare parecchio indietro nel tempo, ma per la legge della compensazione questo 2018 deve avere bilanciato bene vita personale e professionale, non si puo’ avere tutto dalla vita e probabilmente dove ha tolto mi ha dato, anche se sono felice che sia finito.
Le cose belle?
Riconoscimenti e stima da parte di professionisti che apprezzo.
Tuttepazzeperibijoux è diventato un format televisivo in onda ogni settimana sul canale 95.
L’area Tuttepazzeperibijoux a Homi Milano è stato un successo corale di cui si parla sempre più, le richieste di partecipazione sono decine e decine, e il livello dei fruitori è altissimo, grandi novità per le prossime edizioni.
Quelle brutte?
Già saprete che ho dovuto affrontare un intervento chirurgico invasivo e delicato alla gamba, intervento che ho faticato ad accettare e ad affrontare serenamente, arrivato come un fulmine a ciel sereno e in un momento in cui chi mi stava intorno aveva come massimo problema se passare le vacanze ai Caraibi o alle Maldive, io ho dovuto affrontare mesi durissimi, sia dal punto di vista fisico che psicologico, il lavoro mi ha distratto e tenuta impegnata da brutti pensieri.
Se c’è una cosa che mi contraddistingue è cercare il lato positivo in ogni cosa, fare di un problema un’opportunità, e questo momento di difficoltà personale è stato motivo di crescita interiore, di introspezione, di un lungo lavoro su me stessa che non è ancora finito, che mi ha cambiata e mi ha arricchita parecchio.
Certo sono stata fortunata, ho scelto e avuto un chirurgo eccezionale, sia sul piano umano che professionale, uno staff e un’assistenza impeccabile, e un fisioterapista molto attento e preparato, il numero 1, ora posso dire che hanno fatto la differenza, ma ahimè, sempre in questo fragile e delicato momento è anche arrivato il colpo inferto da chi non ti aspetteresti mai, da alcune persone ( tre ma pur sempre troppe) a cui ho voluto bene e con cui ho lavorato tanto tempo, persone che ho fatto crescere professionalmente e con cui ci sono stati momenti belli, da parte mia anche di amicizia e stima, vedere che hanno aspettato che abbassassi la guardia e approfittato di questa fragilità e invalidità per riversare la loro frustrazione professionale mi ha fatto pensare che tipo di persone fossero realmente, ma mai ho raccolto provocazioni e cattiverie gratuite.
Cosa tengo e cosa butto di questo anno?
Tengo tutti i vostri messaggi affettuosi, i bigliettini, le email, i timidi commenti, anche quelli tranchant si, tengo tutti i sorrisi di chi è venuto ad incontrarmi o avvicinata agli eventi, tengo la squadra di professionisti che lavora con me appassionatamente a progetti comuni, tengo i nuovi amici e quelli di sempre che ci sono e che ci saranno, tengo la mia meravigliosa crew,
Tengo chi mi è stato vicino in questo particolare anno facendomi riscoprire valori importanti, tengo anche chi mi ha fatto male, perché é grazie a loro che oggi sono quella che sono ed é grazie a loro che posso guardarmi allo specchio ed essere fiera di me e della mia professionalità, qualcuno dirà anche modestia, ma questa è un’altra storia ^_^.
Tengo tutte le emozioni, la ricerca e le scoperte, le persone incredibili che ora fanno parte della mia vita, i successi lavorativi, il lavoro di squadra e il talento che ho scoperto, i rapporti umani che sono alla base del mio lavoro, perché senza questo io non sono niente e non posso fare niente.
Cosa butto?
Le cose inutili, la pochezza, l’invidia e la cattiveria.
A tutti voi auguro un 2019 emozionante e sereno.
Lot of Love <3
Elena
questo post è dedicato al mio chirurgo F.D.R. e al mio fisioterapista D. S.
For our data protection policy, click here