Tuttepazzeperibijoux- The Incubator in pillole – Homi Fashion and Jewels

Si è chiusa qualche giorno fa l’ottava edizione di TUTTEPAZZEPERIBIJOUX THE INCUBATOR a HOMI FASHION AND JEWELS.

A Fiera Milano Rho, dal 15 al 18 febbraio si sono dati appuntamento 600 brand del fashion and jewels.

L’attesa e le aspettative erano grandi per un’ edizione che già si era preannunciata differente perché slegata da Homi Outdoor.

L’esigenza e la volontà di far diventare l’appuntamento con il gioiello e il bijou sempre più importante e dedicato, andando in concomitanza con le manifestazioni Micam e Mipel e a cavallo con l’inizio della settimana della moda, richiamando così, operatori del settore da tutto il mondo.

Homi Fashion and Jewels è andato in scena per la prima volta, nuovo padiglione, nuove proposte, nuova suddivisione in 4 categorie.

Le novità, l’emergenza coronavirus, altre variabili hanno contribuito a fare di questa un’edizione totalmente differente e tutta da studiare, almeno da parte mia, abituata a spaccare il capello in quattro.

Qual è il dato importante statistico emerso dall’analisi della mia area? L’area Tuttepazzeperibijoux è diventata un punto fermo, una certezza per chi fa ricerca e non ha il tempo di girare padiglioni e padiglioni senza avere una meta precisa, per chi desidera trovare una selezione di nicchia, del fatto a mano, no made in China, un prodotto vendibile quel tanto che basta ma con dettagli curatissimi, l’anticipo tendenza, la qualità, il buon rapporto qualità prezzo e l’artigianalità italiana e dal mondo.

Ed è a questo progetto che ancora una volta mi sono dedicata, ampliando l’offerta merceologica all’accessorio, scelta molto apprezzata poiché sono piaciute molto le borse di Federica Salvatori Fanchi e di The Fig Bees.

Uno sguardo all’ecologia, al riciclo e ai filati tinti in modo naturale, all’equo solidale che piace tanto ai concept di tendenza, dando un’opportunità a chi è meno fortunato di noi.

Gioielli realizzati anche con un filamento ricavato dal mais, dai colori naturali a quelli più fluo, Yua, handmade in silver, PLA e pietre.

Rivisitare il rosario classico si può e io ho voluto proporlo in un’altra vision.

Una novità assoluta nella crochet jewelry è stata presentata da Dariapunto, che ha lanciato la sua nuovissima collezione realizzata in un filo in oro 24 carati lavorato a crochet, è stato molto divertente vedere gli sguardi increduli e attoniti di chi conosce il mercato, ammirare questo filo e domandarsi da dove arrivasse e cosa fosse.

E ancora la textile jewelry lanciata in area Tutepazzeperibijoux sin dal 2017, ha visto un’altra novità assoluta: parole scritte in pietre nelle trame di Dag Gioielli, i lucchetti di L|UNA enfatizzano l’anticipo tendenza del settembre 2018 e TMD ha lasciato il segno con una textile jewelry totalmente realizzata a mano e una collezione lunare che ha contribuito di nuovo ai diktat dell’anticipo.

De Maarse, Caraiva, Christine Bekaert, Boks and Baum, Antonia Karra hanno fatto la differenza in area Tuttepazzeperibijoux, altissimo il livello proposto, design, standard altissimi e posizionati in gioielleria e concept di nicchia in tutto il mondo. Versari con il suo bijou in smalto o pietre, fluo e accattivante, un prodotto che si vende da solo e lascia tranquilli i negozianti, sempre fresco e divertente.

Sacramore ha proposto la sua arte orafa fiorentina in sbalzo cesello e bulino, e Labo di Gio new entry molto giusta e apprezzata, Joya una conferma, insieme a Viola Pisenti e Tataborello, fiore all’occhiello che ancora una volta ha mostrato ai visitatori la sua arte del fare bene in Italia.

20 Celesti decretata la fatina della resina e della personalizzazione.

Alice Visin, artista concettuale, incanta quando parla del suo progetto e i buyer di altissimo livello ancora una volta la sono venuti a cercare e diversi l’hanno scoperta in questa edizione.

Un’edizione che si è rivelata un successo, analizzando i numeri, in termini di visitatori e di ordini, un successo personale condiviso con i miei compagni di viaggio, che ringrazio per avere creduto ancora una volta in me e in questo progetto, abbiamo giocato insieme una bella partita.

Come recita il mio manifesto, è vero che parlo di anticipo tendenze e le individuo prima che diventino tali, ma mi interessa parlare soprattutto di buongusto e di stile, che spesso non è soggettivo ma oggettivo, canoni estetici che sono un parametro imprescindibile nel mio lavoro.

Quello che si percepisce in ogni cosa che tocco, in ogni cosa che mi circonda, si puo’ definire uno stile di vita che condivido con il mio pubblico , Tuttepazzeperibijoux è diventato un microcosmo che incontra il gradimento di chi fa della ricerca il proprio modello.

In questa edizione che ha segnato diverse novità sia nella proposta che nella formula, i negozianti sono venuti a cercarci, non sapendo esattamente cosa avrebbero trovato, ma certi che ancora una volta la selezione sarebbe stata fuori dalle proposte fotocopia che il mercato propone, ma senza sfociare nel cattivo gusto, perché il rischio di voler essere originali a tutti i costi, talvolta penalizza il buongusto, ho sempre molto a cuore la misura e il buongusto.

Una certezza, risultato di costante semina, edizione dopo edizione, senza tralasciare nulla e senza lasciare nulla al caso. Dall’allestimento e decorazioni, che sempre hanno anticipato le tendenze, ai brand lanciati e ai prodotti che ho individuato come il desiderio inespresso della clientela.

Venti brand, sei internazionali, accessori, borse, bijoux e gioielli.

DAG GIOIELLI, DARIAPUNTO, FRANCESCA MAIDA L|UNA, 20CELESTI, JOYA BIJOUX, LABO DI GIO’, VIOLA PISENTI, ALICE VISIN, VERSARI, SACRAMORE FIRENZE, YUA, TMD, TATABORELLO, THE FIG BEES,FEDERICA SALVATORI FRANCHI, e poi i brand presentati da NATALIE LACROIX :

BOKS AND BAUM, ANTONIA KARRA, CHRISTINE BEKAERT, DE MAARSE , CARAIVA

In questi giorni si fa un gran parlare di sfilate e della dichiarazione del mio concittadino Giorgio Armani, afferma quanto sia sbagliato seguire i trend e mode in quanto tali, ma invita piuttosto di estrapolare il vero messaggio.

Quando ho aperto il mio blog, volevo fare qualcosa di diverso rispetto a tutto quello che già esisteva ( e che per qualche caso ora non c’e più, vedi Vogue Gioiello che ha chiuso i battenti) volevo dire la mia, volevo dare un taglio personale, volevo metterci la mia faccia e la mia conoscenza di un mondo che amo e che mi appassiona da sempre, il mio pubblico si fida di me e delle proposte, perché sa che sarò sempre troppo cara per essere comprata, e la mia proposta ha una coerenza che è dettata da parametri e criteri di ricerca e selezione imprescindibili.

E’ quello che faccio come direttore creativo di brand che mi chiedono di creare le loro collezioni, è quello che faccio nel mio lavoro di consulente e buyer.

Quello che è diventato il mio manifesto, quello che leggete all’ingresso dell’area Tutepazzeperibijoux, ve lo riporto qui:

“Anticipo le tendenze, ma il mio invito è quello di non subire la moda in quanto tale, ma di trovare l’unicità che esalta la bellezza di ognuno.

Attingo dal passato per proiettarmi nel futuro.

Celebro la bellezza che ancora c’è e che ci circonda, in un concetto di lusso che non è sempre sinonimo di costoso, ma bensì di ricerca, unicità ed esclusività.”

E ora si riparte, alla volta della Paris Fashion Week e di Premiere Classe, dove presenterò Dag Gioielli e Dariapunto nello spazio di Natalie Lacroix.

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